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L’Evangelo del Giorno
4ª Domenica di Pasqua
Siamo grati ad Emanuela per aiutarci a meditare l’Evangelo di questa 4ª Domenica di Pasqua.
In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola». (Giovanni 10,27-3
#ascoltare #conoscere #seguire #gratuita #libertà #gioia
Ascoltare, conoscere, seguire. Sono questi i verbi che caratterizzano il rapporto tra Gesù-pastore e le sue pecore, il popolo di Dio.
È un rapporto di scambio fecondo, di umana reciprocità, perché è fatto di ascolto da un lato (le pecore “ascoltano la mia voce”) e di conoscenza profonda dall’altro (Gesù “conosce” ognuna di esse).
È questa relazione intima che genera nelle pecore l’azione della sequela. “Esse mi seguono” dice Gesù. Non c’è alcuna forzatura, non c’è nessun obbligo implicito in questa azione, che profuma della libertà dei figli di Dio, libertà che vibra ancora di più perché Gesù dona al suo popolo la vita eterna.
Questo dono immenso ha alcune caratteristiche: è gratuito, protegge e ci unisce a Lui. Gesù, infatti, dona la vita eterna gratuitamente, senza attendere nulla in cambio; e donando la vita eterna, assicura che le pecore non saranno mai perdute e che niente e nessuno potrà strappare questo legame prezioso.
Gioiamo ancora in questo tempo di Pasqua, perché riscopriamo l’immensità semplice dell’Amore di Dio, che ci lega indissolubilmente a Lui e, che ci fa dono, insieme con Lui, dell’eternità.
Emanuela
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