L’Evangelo del Giorno
5ª Domenica di Quaresima
In questa 5ª Domenica di Quaresima ringraziamo mamma Annamaria e i suoi figli Caterina e Samuele e Paola per gli originali commenti all’Evangelo. La Parola ci scuote e ci rigenera!
#pietre #sabbia #perdono #ritornareinnoi
“Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».” (Giovanni 8,1-11)
Cate e Samu riflettono sul Vangelo di Giovanni.
Questo episodio del Vangelo ci fa riflettere su una cosa: nessuna legge può esistere per fare male alle persone, per volere il loro male.
Le pietre ci fanno pensare alla durezza del giudizio. Spesso anche noi facciamo male giudicando gli altri perché hanno commesso degli errori senza neanche accorgerci che anche noi sbagliamo.
La sabbia su cui Gesù scrive ci fa pensare alla morbidezza del perdono che Il Signore ci dona e in cui ci chiede di vivere.
Annamaria Caterina e Samuele
Il caos intorno al tempio, gente che corre, i rabbi che insegnano seduti e circondati dai discepoli, venditori che urlano, un gruppo di uomini trascina una donna peccatrice davanti a Gesù e chiedono a lui un giudizio.
Vogliono spiazzare Gesù ma si ritrovano spiazzati da lui!
Immagino il silenzio che cade all’intorno quando li mette alla prova ponendoli di fronte ai propri peccati.
Non li giudica, lascia che siano essi stessi a rientrare in sè, a farsi un esame di coscienza.
Anche oggi come allora Gesù ci aiuta a rientrare in noi stessi, ci fa fare silenzio e lascia che comprendiamo i nostri errori ma non ci giudica.
Gesù usa misericordia con tutti in questo episodio: con la donna che non condanna ma anche con gli scribi e i farisei perché permette loro di riconoscere i propri peccati senza gettare sguardi di giudizio su di loro, si può dire che dà una occasione di ripartenza a tutti.
Nessuno di noi è senza peccato, e nessun peccato del fratello è più grande del nostro ma più che altro nessun peccato è troppo grande per la misericordia di D-o. Dobbiamo perciò accogliere l’invito a rientrare in noi stessi e riconoscere i nostri errori per ripartire desiderosi di non peccare più certi che il Signore nella sua misericordia è veramente capace di fare “grandi cose” per noi, capace di far germogliare in noi una vita nuova.
Paola

