L’Evangelo del Giorno - Rito Ambrosiano
Ottava di Natale nella circoncisione del Signore
Luca 2, 18-21
In quel tempo. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
Quante speranze che riponiamo in questo nuovo anno: la speranza di liberarci dalla pandemia, di poter riabbracciare i nostri cari, di rivedere gli amici senza preoccupazioni. E il brano di oggi ci indica tre spunti per pregare per questo 2021 tanto atteso.
In primo luogo, ci invita a fare come Maria, che custodisce tutte ciò che accade nel suo cuore.
Ricordiamo anche noi di custodire nel nostro cuore ciò che abbiamo imparato in questo 2020, così difficile per tutti noi, ma che ci ha aiutato a riscoprire quali siano le cose davvero importanti nella nostra vita: le relazioni vere, la salute del corpo e dell’anima e, forse, anche la fede. Il Natale “mascherato” che abbiamo vissuto è stato un Natale più vero, come quello di Gesù, come se in realtà i Natali “mascherati” dalla corsa ai regali e agli addobbi fossero i Natali degli ultimi anni.
In secondo luogo, pensiamo alla figura dei pastori che nella scena della natività potrebbero sembrare figure di poca importanza, che stanno ai margini, ma che sono proprio coloro chiamati ad assistere per primi alla nascita del bambino Gesù e che tornarono “glorificando e lodando Dio”.
Anche noi preghiamo per essere come i pastori, perché sappiamo ringraziare il Signore per tutto quello che ci ha dato in quest’anno così complesso, nonostante tutto.
Infine, un messaggio di speranza: il bambino nato da Maria viene chiamato Gesù, così come lo aveva chiamato l’Arcangelo Gabriele nel giorno dell’Annunciazione. Allo stesso modo, il Signore chiama alla vita ciascuno di noi e anche oggi, all’inizio del nuovo anno, ci chiama nuovamente per nome.
L’attenzione di un padre che chiama il proprio bambino per nome, è la stessa attenzione che il Signore rivolge a ciascuno di noi. Affidiamoci quindi al Signore e al disegno che Lui, anche nelle difficoltà, ha sempre per ciascuno di noi.
Buon anno di speranza!
L’Evangelo del Giorno
Maria Santissima Madre di D-o
“Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. (Luca 2,16-21).
All’inizio di questo anno siamo accompagnati da due atteggiamenti che sono di Maria: custodire e meditare.
Dopo un anno dirompente che é passato, iniziamo un nuovo anno con i migliori voti e auspici pensando a ciò che Maria ha vissuto nella sua missione di madre del Figlio di D-o.
Custodire: per Maria ha voluto dire raccogliere e misurare la vita di un Figlio così speciale sin dalla nascita. Si è presa cura di Lui dalla nascita sino all’ultimo respiro. Noi possiamo custodire tutto il vissuto dell’anno andato: il dolore, il limite, la fragilità, la privazione ... ma anche lo spirito di riscatto dopo la pandemia e soprattutto l’impegno a prendersi cura dell’altro, del debole, di chi è solo.
Meditare: per Maria ha significato il tentare di capire l’indirizzo della vita e del futuro di un Figlio senz’altro unico per le attenzione dei pastori, dei Magi, di Simeone e di Anna. Noi possiamo meditare e iniziare a guardare il domani con speranza e con fiducia: il Signore non si dimenticherà di noi. Dobbiamo sognare ed guardare l’orizzonte della vita.
Ma a quali condizioni? Maria dopo otto giorni ha dato il nome al Figlio Gesù, il Salvatore, per grazia dell’Altissimo. E noi? Dobbiamo dare il nome alle cose, agli accadimenti per quelli che sono perché il tempo che verrà sarà il tempo di coloro che costruiscono e sanno costruire i valori, il bene, la comunità, la condivisione, i beni comuni. Il tempo che verrà sarà il tempo della verità non nostra ma dell’Altissimo.
Signore donaci la forza del tuo Spirito d’amore che animi la nostra fede e la nostra speranza.